Quantum Jazz, la Musica degli organismi viventi.

Quantum Jazz, la Musica degli organismi viventi

Mae-Wan Ho: in Italia la conoscono in pochi e quasi tutti i materiali presenti sul web sono in lingua inglese. Io l’ho sentita nominare durante l’ultima conferenza di Emilio Del Giudice presso l’Ordine dei Medici di Roma, e la sua visione dell’organismo come di un’orchestra jazz, che mantiene una coerenza interna improvvisando continuamente, mi ha da subito incantato….

Uno straordinario numero di molecole che suonano insieme come in un’orchestra jazz, in una continua inter-connessione e ascolto reciproco. Ogni elemento improvvisa momento per momento, ma sempre mantenendo un’unione di armonia e intonazione con il contesto di cui fa parte.
Non c’è il caos che genera il rumore, ma l’ordine che genera Musica e che proviene direttamente dall’interno del sistema.

Questo è il “quantum jazz” proprio della nostra natura di organismi viventi.

Enjoy

La luce come veicolo di informazione tra cellule viventi.

Oggi descriviamo uno dei lavori condotti dal Centro Ricerche Mediche dell’Accademia delle Scienze Sovietica di Novosibirsk e che è stato denominato esperimento di Alma-Ata [riferimento: V. P. Kaznachejev e L. P. Michailova, Ultraweak Radiation from Cells as Mechanism of Intercellular Interaction. Nauka, Novosibirsk, 1981 (Russian)].

contatto ottico trasmissione

Prendiamo due palloni di vetro muniti di diaframma di vetro normale oppure di vetro al quarzo. I due palloni vengono congiunti in corrispondenza dei diaframmi. in entrambi i palloni vengono immesse colture cellulari. In una delle  due colture viene indotta una malattia, ad esempio un’infezione virale. Dopo un certo tempo, le colture cellulari vengono analizzate con il microscopio elettronico.

Quando si è usato il diaframma di vetro normale (che è impermeabile alla luce ultraviletta), nella coltura cellulare separata da quella infetta non si riscontrano segni di malattia. Quando invece è usato il diaframma di vetro al quarzo, che è permeabile alla luce ultravioletta, si riscontrano sintomi di infezione anche nella coltura cellulare separata. Evidentemente sono penetrati attraverso il vetro al quarzo dei “segnali” patogeni con delle componenti ultraviolette, i quali hanno infettato la coltura cellulare originariamente sana, senza trasmissione del virus o della particella. Su oltre 10.000 esperimenti condotti, si è osservata una riproducibilità dei risultati pari all’80.

Il fattore discriminante tra le due condizioni sperimentali è dunque la presenza o meno di contatto ottico.

In altri termini, il contatto ottico attraverso il messaggero “luce” comunica alla coltura non infettata le istruzioni per infettarsi. Questi risultati sono in linea con quelli ottenuti dalle più recenti ricerche di Montagnier, con la differenza che l’agente elettromagnetico impiegato non era più la luce visibile, ma campi elettromagnetici di frequenza di qualche migliaio di Hz registrati nell’acqua. Questi dati costituiscono un esempio di trasporto elettromagnetico delle istruzioni per la produzione di strutture biochimiche.

Per approfondimenti

Trasferire l’informazione del DNA via mail: fatto!

riproduzione DNA acqua

Terza parte – La trasduzione del DNA nelle cellule viventi: un’antenna per l’interazione di lungo raggio

E veniamo all’ultima parte dell’articolo Trasduzione dell’informazione del DNA attraverso acqua e onde elettromagnetiche che abbiamo presentato in dettaglio negli ultimi post. È piuttosto tecnico e non proprio di immediata digeribilità, lo so, ma apre tante prospettive che richiederanno probabilmente del tempo per essere pienamente comprese e sfruttate…

Le ricerche condotte hanno dimostrato che il segnale elettromagnetico emesso dal DNA può essere trasmesso da un laboratorio all’altro in forma digitale, e più esattamente come file inviato via mail (leggi qui lo studio completo).

I passaggi dell’esperimento sono stati i seguenti:

  • il DNA di un virus o batterio emette un segnale elettromagnetico che può essere “registrato” nell’acqua e da questa ritrasmesso (alle condizioni descritte nel precedente post);
  • il segnale elettromagnetico originato dal DNA virale o batterico è stato memorizzato in un file digitale e inviato via mail ad un laboratorio in Germania;
  • la corrente elettrica prodotta dal file digitale ricevuto è stata connessa ad un solenoide, al cui interno è stato inserito un tubo di acqua, sottoposto per un’ora ad induzione magnetica;
  • nell’acqua di questo tubo sono stati inseriti gli “ingredienti” necessari per la replicazione del DNA (processo chiamato PCR);
  • quello che si è visto è che è stata riprodotta esattamente la stessa sequenza di DNA, batterico o virale, che aveva originato il segnale elettromagnetico registrato nel file. Questo DNA è in grado di emettere proprio come il DNA originario, dimostrando che questa proprietà iniziale non viene persa durante il complesso processo di trasmissione dell’informazione del DNA.

Questo esperimento è stato ripetuto inserendo nel tubo d’acqua all’interno del solenoide delle cellule umane, sia sane (cellule embrionali totipotenti) che tumorali. I risultati sono stati sorprendenti: ripetendo il processo, si è visto che le cellule tumorali sono risultate infette dal DNA batterico (Borrelia). Questo significa che alla fine è stato possibile estrarre dalle colture di cellule tumorali umane il DNA batterico fonte del segnale elettromagnetico.

In altre parole, attraverso l’acqua esposta al segnale elettromagnetico di un DNA batterico, è possibile duplicare quello stesso segmento di DNA emittente. Questo è stato confermato anche in cellule umane tumorali esposte ai segnali elettromagnetici.

Nell’insieme, questo passaggio di informazione del DNA è chiamato trasduzione. Per trasduzione si intende il trasferimento del segnale da una forma di energia ad un’altra. L’antenna ad esempio è un trasduttore: il segnale in entrata è di tipo elettromagnetico e quello in uscita è di tipo elettrico, permettendoci di visualizzare sulle nostre TV le informazioni raccolte “nell’etere” sulla partita in diretta della nostra squadra…

In questo esperimento, si vede che nei vari passaggi che hanno impiegato diversi “supporti”, l’informazione trasmessa dal DNA è rimasta intatta.

Queste evidenze sperimentali suggeriscono che debba esistere un’interazione molecolare di lungo raggio nell’acqua. Significa che nell’acqua è attivo un processo che crea ordine: mettendo alla rinfusa nell’acqua centinaia di nucleotidi (cioè le lettere del DNA), l’esposizione al segnale elettromagnetico è in grado di ordinarli in modo da ricostruire la sequenza di DNA corrispondente. È come se mettessimo alla rinfusa centinaia di lettere dell’alfabeto in un recipiente con dell’acqua “informata” da un emittente e le lettere si disponessero a comporre esattamente il messaggio da questi trasmesso, che ne veicola lo stesso significato.

Il segnale elettromagnetico quindi non trasporta solo il livello sintattico dell’informazione, ma anche il suo contenuto semantico. Nella teoria dei campi quantistici, questa è una manifestazione osservabile delle dinamiche di coerenza. Questo “ordine” non è quindi il risultato di forze che agiscono a breve distanza, ma di dinamiche di coerenza molecolare che agiscono a lungo raggio, cioè a distanza.

In sostanza, un debole segnale esterno (come un campo elettromagnetico di bassa frequenza) può innescare uno stato spontaneo di coerenza (riproduzione di quella specifica sequenza di DNA). È importante che il segnale sia debole in modo da non rompere il sistema, ma da portarlo a reagire in base alle proprie dinamiche interne, generando uno stato di coerenza la cui fase (frequenza di oscillazione) è determinata dalla fase dello stimolo trigger.

Questo processo di trasduzione del DNA non può essere compreso dalla prospettiva della meccanica quantistica, per la quale appare del tutto assurdo, ma solo da quella dei campi quantistici.

In conclusione, il segnale elettromagnetico sembra trasportare la coerenza espressa dal codice del DNA. Gli autori speculano che le proprietà del segnale elettromagnetico possano essere modificate producendo una “deformazione” della coerenza. Questo originerebbe una nuova chiave di lettura delle modifiche epigenetiche: le proprietà deformate del segnale elettromagnetico porterebbero alla comparsa di “nuovi significati” associati. Il DNA sembra così essere il veicolo attraverso il quale la coerenza e le sue deformazioni dinamiche si propagano nella materia vivente.

L’informazione del DNA “passa” attraverso segnali elettromagnetici

risonanza montagnier bioexplorer

Prima parte – La rilevazione dei segnali elettromagnetici (EMS)

 Ho ricordato casualmente che l’11 Luglio ricorre l’anniversario della mia laurea…sarà per questo che mi sono ritrovata a prendere in mano il mio (ormai) storico libro di Diagnostica per Immagini? Leggete fino in fondo e capirete che “c’azzecca”….

È in occasione del convegno “Acqua: veicolo di informazione. Nuove frontiere in Medicina”, che si è tenuto a Gennaio 2014 all’Ordine dei Medici di Roma, che per la prima volta incontro di persona Luc Montagnier, una specie di mito per me che, sul suo Nobel per l’HIV, costruivo i primi seminari da studentucola di medicina…e insieme a lui, Emilio Del Giudice. E soprattutto, per la prima volta entro in diretta in questo campo di ricerca, che ha a che vedere con la biologia “viva”, non quella morta che si studia su sezioni di insetti e uomini cadaveri, ma quella che coglie i processi propri degli organismi viventi nel loro divenire. E per cogliere questa nuova realtà, è evidente che serve un nuovo strumento, ed è proprio questo che rappresenta l’approccio alla biologia secondo i campi quantistici. Un framework che inevitabilmente richiede la cooperazione e l’integrazione tra fisici e medici/biologici, per lo stabilirsi di quella connessione che finalmente viene a crearsi tra discipline che, in sostanza, hanno sempre operato in silos, ognuna in cieco rispetto all’altra.

Condivido quindi questo recente lavoro scientifico Trasduzione dell’informazione del DNA attraverso acqua e onde elettromagnetiche, di Luc Montagnier, Emilio Del Giudice, Alberto Tedeschi e altri che racchiude, in sintesi, tre punti chiave emersi dal lavoro di circa 10 anni in questo campo della biologia degli organismi viventi e “vivi”.

  • Il DNA batterico e virale in soluzione acquosa, opportunamente diluita, emette segnali elettromagnetici (EMS) di bassa frequenza.
  • I segnali elettromagnetici “registrati” nell’acqua possono essere “recuperati”, come evidenziato dalla possibilità di richiamare specifiche sequenze di DNA attraverso PCR
  • Questo processo di trasduzione è stato osservato anche nelle cellule degli organismi umani esposte ad EMS.

Gli autori concludono che deve esistere un’interazione molecolare di lungo raggio di tipo coerente nell’acqua tale da permettere l’osservazione di questi fenomeni.

In questo post partiamo dal punto primo, immergendoci pian piano in questa pubblicazione ancora troppo poco conosciuta.

  • Il DNA batterico e virale in soluzione acquosa, opportunamente diluita, emette segnali elettromagnetici (EMS) di bassa frequenza.

Come dimostrato dalle ricerche, questo è un fenomeno che riguarda la materia biologicamente attiva: cioè, l’induzione di EMS nell’acqua non è un fenomeno osservabile studiando, come classicamente viene fatto, i fluidi biologici freschi congelati (plasma, terreni di coltura). La capacità di indurre EMS viene invece mantenuta estraendo il DNA da materiale congelato. Questo segnale emesso dal DNA virale e batterico è infatti una sorta di “impronta digitale”, un tag diremmo oggi, un’etichetta indelebile che si trasmette al mezzo acquoso. La lunghezza dei frammenti del DNA che emettono EMS varia da 104 paia di basi (pari ad esempio ad uno specifico frammento del virus HIV) a diverse kilo-basi.

Va comunque precisato che perché l’acqua ad alte diluizioni catturi questi segnali elettromagnetici, devono essere rispettate delle condizioni molto stringenti, che sono le stesse richieste per il DNA estratto così come per i campioni di plasma o di mezzi di coltura freschi e non congelati. Tale condizioni configurano una procedura caratterizzata da un processo di doppia filtrazione, una serie di successive diluizioni (le diluizioni più basse sono infatti “silenti”, cioè non emettono segnali rilevabili) e quindi la raccolta delle EMS. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, va precisato che il segnale elettromagnetico viene prodotto e rilevato per risonanza. Questo significa che il DNA, batterico o virale, dopo essere stato estratto, filtrato e diluito in acqua, viene infine esposto ad un’eccitazione, ottenuta con una bassa frequenza di 7 hertz (quella minima perché sia attiva). Ah, gli autori precisano che hanno spento i telefoni cellulari e tolto la batteria perché alcuni dispositivi sono regolati da segnali a bassa frequenza…meglio evitare interferenze!

Vale la pena ricordare che quando ci sottoponiamo ad una risonanza magnetica, un esame oggi praticamente di routine, succede ad un livello diverso qualcosa di simile. Forse non lo sapete, ma venite esposti ad un campo magnetico in grado di eccitare, stimolare i nuclei degli atomi di idrogeno (quindi delle vostre molecole di acqua!) degli organi e tessuti, per vedere come questi reagiscono e rispondono…cioè, vi trasformate in un grande magnete, una vera e propria calamita umana che, a seconda di come si orienta, restituisce un segnale specifico.

Oggi riprendo in mano il libro del corso di laurea (datato 1995…) che descrive il funzionamento della Risonanza Magnetica e, con una certa sorpresa, leggo che il buon Giorgio Cittadini parlava proprio del modello dell’elettrodinamica quantistica per far capire a degli studenti di circa 23 anni, che hanno zero cognizioni di fisica quantistica, come funziona ‘sta benedetta Risonanza…e naturalmente si parla anche di coerenza di fase

Non riesco a pensare che quando oggi parlo ad un collega medico di elettrodinamica quantistica, fase e risonanza mi guarda come fossi un alieno…

Non si può certo pretendere che i medici capiscano fino al midollo queste cose, ma vorrei solo che si rendessero conto che, senza saperlo, utilizzano ogni giorno questi concetti. Pertanto non dovrebbero trincerarsi dietro a una presunta etichetta di “non scientificità” quando questi stessi concetti, accettati per fare diagnosi di tumore ad esempio, vengono poi impiegati anche in altro modo.

La Coerenza spiegata da Emilio Del Giudice

Seconda Parte – Risonanza e Coerenza

L’essere vivente, in quanto organismo centrato sulla fase, ha una passione espansiva, perché tende a connettersi con il maggior numero possibile di esseri in natura. Il suo interesse per la conoscenza e la curiosità è dunque necessario per il suo benessere.

Succede quindi che gli esseri viventi risuonino nei loro intenti e pulsioni. Questo spiega come mai in certi luoghi, in certi periodi, storici troviamo la presenza di persone che hanno simili caratteristiche. Succede, per esempio, che nel ‘400 a Firenze troviamo la presenza di una serie di personalità di spicco per capacità artistiche e intellettuali. Se dovessimo prendere in considerazione la probabilità, queste cose non dovrebbero succedere. Ecco la potenzialità enorme che sta dietro al concetto di Risonanza.

La caratteristica dell’essere vivente è l’alto movimento.  L’essere vivente si può muovere anche se nessuna forza è applicata ad esso. L’essere vivente è attivo e la sua ragione di movimento viene dal suo interno. Un essere vivente è in grado di gestire le sue capacità e la sua energia nel modo che ritiene più opportuno.

Grazie al fatto che gli oggetti quantistici fluttuano, possono esistere dei regimi in cui le oscillazioni di molti componenti si mettono in fase (si muovono a ritmo, come dei danzatori). Questo fenomeno nel mondo della fisica si chiama coerenza.

Un bell’esperimento è quello di fare delle prove con dei metronomi. Se si mettono dei metronomi su una superficie rigida e si fanno partire in tempi diversi, questi manterranno il loro tempo di partenza e rimarranno sfasati nel tempo. Ma se i metronomi vengono appoggiati su una superficie oscillante, anche se vengono fatti partire in tempi diversi riusciranno in brevissimo tempo a mettersi in fase. Si creerà così un insieme coerente. Il motivo è che c’è un mezzo (elastico) in grado di dialogare con ognuno di essi. Si crea così l’autoconsistenza. Questo significa che c’è un continuo tentativo di ricreare la coerenza tra elementi vibranti di qualsiasi tipo.

Si può dimostrare come teorema generale che la capacità di andare a ritmo dipende dal numero dei partecipanti. Se il numero dei partecipanti è sufficientemente alto, dopo un po’ le molecole saranno in grado di risuonare tutte insieme. Siccome le molecole sono fatte di particelle cariche, l’oscillazione di particelle cariche crea un campo elettromagnetico di forma ben definita, cioè un suono puro, non un rumore. Come in un canto, tutti vanno a ritmo e nessuno e stonato. In questo caso, si crea un dominio di coerenza che ha una taglia, che è la lunghezza d’onda dell’oscillazione responsabile del mettersi insieme.

Le taglie in natura emergono spontaneamente. Ogni organo ha una “taglia” ben definita che è frutto della coerenza. Qual è l’elemento biologico che non ha una taglia definita? Il tumore, che cresce indefinitamente e non ubbidisce a nessuna legge. Questo perché nel tumore non c’è coerenza. In un tumore gli oggetti non risuonano tra di loro. Il cancro è una malattia in cui le molecole perdono, per qualche ragione da stabilire, la loro coerenza.

Gli esseri viventi sono fatti principalmente di acqua. Il 99% delle molecole che ci compongono sono di acqua, ma siccome il peso specifico è più basso delle altre molecole, l’acqua corrisponde solo al 70% del peso corporeo.

La presenza di tante molecole di acqua permette loro di diventare un dominio di coerenza; tanti domini di coerenza diventano coerenti tra di loro, e così via sempre a livelli superiori, creando una gerarchia di livelli di coerenza. In questo modo, si possono costruire sistemi sempre più complessi ed esseri viventi sempre più grandi.

Per chi vuole approfondire
Raccomando questo libricino, che apre la porta a quello che è il senso più autentico, anche dal punto di vista scientifico, dell’omepatia.