La Coerenza spiegata da Emilio Del Giudice

Seconda Parte – Risonanza e Coerenza

L’essere vivente, in quanto organismo centrato sulla fase, ha una passione espansiva, perché tende a connettersi con il maggior numero possibile di esseri in natura. Il suo interesse per la conoscenza e la curiosità è dunque necessario per il suo benessere.

Succede quindi che gli esseri viventi risuonino nei loro intenti e pulsioni. Questo spiega come mai in certi luoghi, in certi periodi, storici troviamo la presenza di persone che hanno simili caratteristiche. Succede, per esempio, che nel ‘400 a Firenze troviamo la presenza di una serie di personalità di spicco per capacità artistiche e intellettuali. Se dovessimo prendere in considerazione la probabilità, queste cose non dovrebbero succedere. Ecco la potenzialità enorme che sta dietro al concetto di Risonanza.

La caratteristica dell’essere vivente è l’alto movimento.  L’essere vivente si può muovere anche se nessuna forza è applicata ad esso. L’essere vivente è attivo e la sua ragione di movimento viene dal suo interno. Un essere vivente è in grado di gestire le sue capacità e la sua energia nel modo che ritiene più opportuno.

Grazie al fatto che gli oggetti quantistici fluttuano, possono esistere dei regimi in cui le oscillazioni di molti componenti si mettono in fase (si muovono a ritmo, come dei danzatori). Questo fenomeno nel mondo della fisica si chiama coerenza.

Un bell’esperimento è quello di fare delle prove con dei metronomi. Se si mettono dei metronomi su una superficie rigida e si fanno partire in tempi diversi, questi manterranno il loro tempo di partenza e rimarranno sfasati nel tempo. Ma se i metronomi vengono appoggiati su una superficie oscillante, anche se vengono fatti partire in tempi diversi riusciranno in brevissimo tempo a mettersi in fase. Si creerà così un insieme coerente. Il motivo è che c’è un mezzo (elastico) in grado di dialogare con ognuno di essi. Si crea così l’autoconsistenza. Questo significa che c’è un continuo tentativo di ricreare la coerenza tra elementi vibranti di qualsiasi tipo.

Si può dimostrare come teorema generale che la capacità di andare a ritmo dipende dal numero dei partecipanti. Se il numero dei partecipanti è sufficientemente alto, dopo un po’ le molecole saranno in grado di risuonare tutte insieme. Siccome le molecole sono fatte di particelle cariche, l’oscillazione di particelle cariche crea un campo elettromagnetico di forma ben definita, cioè un suono puro, non un rumore. Come in un canto, tutti vanno a ritmo e nessuno e stonato. In questo caso, si crea un dominio di coerenza che ha una taglia, che è la lunghezza d’onda dell’oscillazione responsabile del mettersi insieme.

Le taglie in natura emergono spontaneamente. Ogni organo ha una “taglia” ben definita che è frutto della coerenza. Qual è l’elemento biologico che non ha una taglia definita? Il tumore, che cresce indefinitamente e non ubbidisce a nessuna legge. Questo perché nel tumore non c’è coerenza. In un tumore gli oggetti non risuonano tra di loro. Il cancro è una malattia in cui le molecole perdono, per qualche ragione da stabilire, la loro coerenza.

Gli esseri viventi sono fatti principalmente di acqua. Il 99% delle molecole che ci compongono sono di acqua, ma siccome il peso specifico è più basso delle altre molecole, l’acqua corrisponde solo al 70% del peso corporeo.

La presenza di tante molecole di acqua permette loro di diventare un dominio di coerenza; tanti domini di coerenza diventano coerenti tra di loro, e così via sempre a livelli superiori, creando una gerarchia di livelli di coerenza. In questo modo, si possono costruire sistemi sempre più complessi ed esseri viventi sempre più grandi.

Per chi vuole approfondire
Raccomando questo libricino, che apre la porta a quello che è il senso più autentico, anche dal punto di vista scientifico, dell’omepatia.

La Risonanza spiegata da Emilio Del Giudice

Prima Parte

Di solito il reale significato delle acquisizioni di un certo ramo del sapere è percepito dai non esperti di quel ramo, mentre di solito gli esperti percepiscono (perché sono attenti al particolare e non al generale) soltanto gli aspetti tecnici e poi restano stupefatti…

Gli avvenimenti che accadono nel mondo non sono indipendenti, ma collegati tra loro, cioè la possibilità che accada un grande cambiamento nella società a qualsiasi campo non è un fatto casuale, ma un fatto correlato al fatto che in quello stesso momento in quella società stanno avvenendo altri cambiamenti (nota mia: e lo stesso accade all’interno del corpo. A volte il cambiamento nella parte “malata” si osserva quando altri cambiamenti in altre parti del corpo cominciano a verificarsi. In altre parole: attenzione a focalizzarsi in maniera ossessiva sul sintomo e non cadere nella trappola di pensare che lavorare su altri “distretti” sia una perdita di tempo). Esiste una risonanza negli esseri umani per cui in certe epoche gli occhi di tutti si aprono.

Il paradigma quantistico nasce 110 anni fa. Non è un caso che negli stessi anni in cui ci sia una rivoluzione nella fisica, ci sia una rivoluzione anche nella psicologia, nell’arte e nel mondo politico-sociale.

 Per Emilio Del Giudice il paradigma quantistico può essere così sintetizzato:
Non esiste nessun oggetto al mondo che sia isolabile.

Secondo il paradigma classico di Galilei e Newton, la natura è un insieme di corpi isolabili che interagiscono tra di loro dall’esterno, attraverso l’uso della forza, cioè lo scambio di energia. In questa concezione, la materia è intrinsecamente passiva: fa qualcosa solo se qualcuno gliela fa fare. Per cui si interviene sul divenire solo attraverso l’uso della forza dall’esterno.

Uno dei capisaldi di questo paradigma è che gli esperimenti devono essere riproducibili. Se ammettiamo che la natura è fatta di corpi isolati, allora questo è concepibile. Ma se ammettiamo, come di fatto avviene in natura, che tutto cambia momento per momento, capiamo che l’assoluto della “riproducibilità” è estraneo alla natura della natura stessa!

Oltre 100 anni fa il paradigma classico va in crisi e il vecchio atomismo viene superato dall’olismo dinamico, la cui costruzione è resa comunque possibile grazie alle ceneri derivate dalla distruzione del pregresso. I fisici arrivano quindi a definire il vuoto quantistico, cioè un oggetto, una struttura suscettibile di oscillazioni, capace di interagire con tutti i corpi. Pertanto, nella visione quantistica ogni corpo può anche essere isolato dagli altri corpi, ma mai dal vuoto. In questo senso, il vuoto può essere assimilato al mare: attraverso le sue onde, tutti i corpi in essa contenuti sono in connessione tra di loro e in continua oscillazione. Del Giudice mette in allerta che questa metafora può essere fraintesa perché è spaziale, mentre il vuoto quantistico è un oggetto fisico non spaziale; l’immagine resta tuttavia efficace nel suo insieme.

Ecco che dallo storico horror vacui si addiviene all’horror quietis: la natura non può stare ferma, nessun oggetto in natura è libero di non oscillare, vuoto incluso. Ogni corpo ha una fluttuabilità intrinseca. Il ritmo di oscillazione è definito “fase”.

 Il moto dal “di dentro” è appunto un moto per risonanza. Definito il vuoto in senso quantistico, appare chiaro come la risonanza possa connettere due corpi a qualunque distanza, non solo di spazio ma anche di tempo. Ecco che il principio di causalità resta quindi valido solo se applicato al mondo della forza, della materia e dell’energia, ma non a quello della fase. Queste sono le meraviglie del paradigma quantistico.

Einstein fu il primo a capire questo paradosso e se ne spaventò, a differenza di Jung che invece, entusiasta, incorporò la legge della risonanza nella definizione dei suoi principi di sincronicità e inconscio collettivo. Il vuoto diventa l’archivio di tutte le esperienze naturali che ci sono state, ci sono e ci saranno. Ogni cosa che avviene nell’universo corrisponde a una qualche fluttuazione, che va a riempire un reservoir al quale chiunque può attingere. Quindi chiunque si può mettere in relazione con chiunque altro, entrare cioè in risonanza di fase.

Testo elaborato da questa conferenza di Emilio Del Giudice