Colesterolo e infarto…una relazione impossibile!

Colesterolo e infarto…una relazione impossibile!

Ho scritto già in passato alcuni post sull’argomento colesterolo – statine – aterosclerosi (Industria-Governo-Salute: il triangolo non l’avevo considerato e Colesterolo e statine: il gatto e la volpe), evidenziando come i lavori più recenti facessero crollare questa piramide che si è retta salda in piedi per decenni, non tanto perchè fondata sulla solidità dell’evidenza scientifica, ma più che altro perchè eretta sul terrorismo psicologico esercitato sulle persone: se non prendi la statina, muori d’infarto.

Intelligenti pauca

colesterolo stress mentale infezioni infiammazione

Ancora oggi, a fronte dei lavori che sono sempre più numerosi e solidi, i medici continuano ad instillare questo terrore. Siccome intelligenti pauca, non ho continuato a scrivere post per ogni nuova evidenza che faceva crollare il razionale per l’impiego indiscriminato delle statine. Ma dato che il tormentone è ancora piuttosto attivo, volevo solo riportare questa ennesima review di ottobre 2018 (Le LDL non causano la malattia cardiovascolare) perchè riassume molto bene la labilità della questione, e credo che nessuno, tanto medico quanto paziente, possa ignorarla.

Riporto in italiano alcuni punti salienti delle conclusioni.

Associazione non è causalità

“L’idea che gli elevati livelli ematici di colesterolo siano la causa principale di malattie cardiovascolari è impossibile, perchè le persone con bassi livelli di colesterolo sviluppano aterosclerosi tanto quanto le persone con alti livelli di colesterolo e il rischio di soffrire di malattie cardiovascolari è lo stesso, se non più alto.

L’ipotesi del colesterolo è stata mantenuta in vita per decenni da autori di review che hanno usato statistiche fuordevianti, escludendo i risultati di trial falliti e ignorando numerose osservazioni contraddittorie.”

Stress e infezioni: il possibile ruolo causale

statine non allungano la vita

Se vogliamo capire questo discorso, e in generale recuperare una sana logica scientifica, occorre ricordare che individuare un’associazione non equivale all’aver scoperto una causalità. Se due eventi si presentano spesso insieme, non significa che uno sia causa dell’altro!

“Per esempio, lo stress mentale può indurre un innalzamento del colesterolo totale, perchè il colesterolo è necessario per la produzione del cortisolo e di altri ormoni steroidi correlati allo stress. Lo stress mentale inoltre può causare la malattia cardiovascolare attraverso un’aumentata produzione di adrenalina e noradrenalina, un fattore che contribuisce all’ipertensione e all’ipercoagulazione”.

Non va scordato, poi, ma in pochi questo forse lo sanno, che l‘LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) partecipa all’attività del sistema immunitario attraverso l’adesione e la conseguente inattivazione di tutta una serie di microorganismi e delle loro tossine. Infatti, molti studi hanno individuato nelle infezioni la possibile causa della malattia cardiovascolare.

Possono essserci strategie migliori per prevenire l’aterosclerosi rispetto all’abbassare i livelli di colesterolo, specie se per ottenere questo obiettivo ricorriamo alle famigerate statine. Nel computo tra tossicità e benefici, chiedetevi sempre se un certo trattamento vi farà vivere di più rispetto ad un altro. A fronte di tossicità comprovate derivanti dall’uso cronico di statine, recenti revisioni di letteratura hanno dimostrato che il loro impiego non prolunga la durata media della vostra vita!

Mese di nascita e rischio di malattia: esiste un link?

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E no, non siete su Branko e le stelle né sull’oroscopo di Paolo Fox…anche questa è ricerca scientifica!

È già noto nella letteratura scientifica che esiste un’associazione significativa tra il mese di nascita e il rischio di sviluppare certe malattie nel corso della propria vita.

Studi hanno dimostrato l’esistenza di questa correlazione per il deficit di attenzione-iperattività (ADHD), la miopia, l’asma e disturbi psichiatrici come la schizofrenia. Per questo si indaga molto anche il ruolo che l’alternanza dei ritmi circadiani gioca sulla nostra fisiologia, analizzando in particolare quelle popolazioni che, come ad esempio gli scandinavi, vivono in condizioni estreme, essendo esposte a 6 mesi di luce e 6 mesi di buio.

Un recente studio è tornato sull’argomento portando alla luce nuove correlazioni, relative soprattutto alle patologie cardiovascolari.

Attraverso un’analisi retrospettiva condotta su oltre 1 milione e mezzo di individui, è stata confermata l’associazione con il mese di nascita per 20 condizioni patologiche già riportate in precedenza in letteratura, mentre 16 patologie sono emerse per la prima volta significativamente correlate al mese di nascita. Di queste 16, 9 sono malattie cardiovascolari (incluse ipertensione essenziale, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, angina, cardiomiopatia). 6 di queste 9 condizioni cardiovascolari presentano tutte un picco di aumentato rischio di malattia per i nati nel mese di Marzo. Ad esempio:

– fibrillazione atriale: si osserva un rischio di malattia maggiore nei nati nel mese di Marzo e un secondo picco di rischio, più piccolo del precedente, per i nati nel mese di Agosto;

– patologie della valvola mitrale: si osserva con un picco di rischio di malattia nei nati nel mese di Marzo.

Tuttavia, si è anche visto che questi stessi soggetti nati in Marzo (tra Inverno e Primavera) sembrano essere più “protetti” nei confronti delle patologie respiratorie e neurologiche. Per converso, i nati in Ottobre (Autunno) sembrano presentare un maggiore rischio di sviluppare patologie respiratorie ed essere protetti verso quelle cardiovascolari. I nati nel mese di Maggio e Giugno (Primavera-Estate) non hanno presentato associazione con nessuna patologia.

Un’altra interessante osservazione è che i nati in Autunno (Ottobre-Dicembre) sembrano vivere più a lungo dei nati nei mesi primaverili. In sostanza, i mesi con più basso rischio di patologie cardiovascolari sarebbero anche quelli associati ad una maggiore aspettativa di vita.

Una delle ipotesi che gli autori avanzano è che le infezioni materne durante i mesi invernali (Gennaio-Marzo) possano contribuire a questo aumentato rischio di malattie cardiovascolari nei bambini nati in questi mesi.

Un altro meccanismo chiamato in causa è invece quello legato ai percorsi di sviluppo vitamina D-dipendenti. È noto che i livelli di vitamina D e paratormone sono infatti associati a patologie cardiovascolari: alti livelli di paratormone correlano con l’insufficienza cardiaca, mentre i deficit di vitamina D negli adolescenti correlano con un’aumentata probabilità di sviluppare ipertensione e ipercolesterolemia, entrambi fattori di rischio cardiovascolare.

E’ evidente come non si debba ricercare un meccanismo causa-effetto, ma è senz’altro interessante notare come il concorso di cause ambientali sembri avere un impatto su come “costruiamo” il nostro percorso di vita…