L’amore per la verità ai tempi di Internet…

Qualche anno fa scrivevo una nota dal titolo “La comunicazione nell’era della globalizzazione: il mondo è piatto o…appiattito?”, in cui giocavo con le parole per mettere in luce come la “democratizzazione” delle informazioni sul web (stesse informazioni per tutti) fosse un fenomeno solo apparente, che non equivaleva a “tutte le informazioni per tutti”…

La democrazia di Internet


Le nuove modalità di comunicazione possono trasformarsi in una livella che ci omologa tutti attorno a poche informazioni standard e, forse, non corrispondenti al reale. Gli enormi e rapidissimi sviluppi compiuti dalla comunicazione in poco tempo non sono andati di pari passo con lo sviluppo di un’adeguata cultura capace, in scienza e coscienza, di gestire strategicamente il tutto. Un nuovo sapere è necessario affinché il muoversi delle informazioni si traduca nello sviluppo fattivo di ogni individuo e delle attività produttive della società globale”.


Vedevo che lo schermo ci stava portando – paradossalmente – a chiuderci sempre di più ognuno nel proprio mondo, nella convinzione che quello sarebbe stato lo stesso mondo condiviso da tutti…mi sfuggiva ancora l’aspetto della superficializzazione che il mondo in 1-click stava portando.

La Verità in 1-click?

amore verità internet

Mi sfuggiva che all’amore per la verità si andava sostituendo il tempo di lettura medio di un articolo come criterio messo in primo piano per valutare se restare su quella pagina o piuttosto sgattaiolare appresso a qualche altro contenuto.

Alla ricerca della verità abbiamo sostituito la gratificazione emotiva immediata.

E scopri che qualcuno ha già dato voce (mannaggia a lui 😂 ) a quello che senti con le stesse parole che avresti usato tu:


“Sia la TV sia Internet si oppongono alle lunghe narrative e alla riflessione profonda. L’accountability, pur se tecnicamente di facile applicazione online, diventa inutile se manca l’amore per la verità. Quando quello che conta è la notizia dell’ultima ora senza narrativa nè contesto, questo tipo di responsabilità politica – che richiede una prospettiva storica – ne risulta indebolita. La complessità e la coerenza cedono il passo a parole seducenti, ai messaggi semplificati e all’immediata gratificazione emotiva.

Verità e gratificazione emotiva

Provare qualcosa a livello emotivo diventa così il parametro per valutare la verità. Ciò crea il terreno ideale per i politici che non ritengono necessario (o difettano della capacità di) mostrare coerenza tra azioni e parole. Possono permettersi di contraddirsi apertamente, poichè l’attenzione della gente è debole, la memoria fallace e la capacità di attirare voti paga nel seggio elettorale.

Riconquistare l’amore per la verità sarà un processo lungo in cui la razionalità non potrà fare abbastanza per contrastare la nostra consapevolezza frammentata a livello digitale. Si rendono necessari altri canali cognitivi, in particolare riflessioni capaci di portare al silenzio interiore e lo sviluppo del centro del cuore che attiva la curiosità per la ricerca e trova appagamento nella scoperta della verità”.

Fonte: Internet e l’Io diviso di I. Quartiroli.

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